Con una lettera, 34 ex ambasciatori italiani chiedono a Giorgia Meloni di cambiare la sua linea su Gaza e Israele. Indicano una nuova strada che passa, innanzitutto, «dall’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina». Poi, in sede europea, chiedono al governo di puntare sulle sanzioni contro i ministri di Benjamin Netanyahu e sulla sospensione degli accordi commerciali con Tel Aviv. Sul piano italiano, invece, indicano la necessità di sospendere ogni forma di cooperazione con Israele nel settore militare.

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Il peso di questa lettera, ancor prima che nel testo, è nelle firme in calce, perché ci sono ex ambasciatori che hanno ricoperto, negli ultimi anni, importanti e delicati ruoli all’interno delle istituzioni. Come Pasquale Ferrara, che solo di recente ha lasciato il suo incarico alla Farnesina di direttore generale per gli Affari politici e di Sicurezza. Tra i firmatari ci sono anche Piero Benassi, ex consigliere diplomatico di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi nella scorsa legislatura; l’ex ambasciatore a Mosca Pasquale Terracciano, il cui nome era finito pochi mesi fa nella lista dell’esecutivo Meloni per occupare un posto nelle partecipate di Stato; Rocco Cangelosi, diplomatico e consigliere del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; Alberto Bradanini, ambasciatore a Pechino e a Teheran; Stefano Stefanini, che fu anche lui consigliere di Giorgio Napolitano e poi ambasciatore alla Nato; l’ex Commissario europeo Ferdinando Nelli Feroci.