HomePontederaCronacaAgrivoltaico a Lavaiano: "Giani non lo autorizzi"Scontro a tutto campo su ambiente e proprietà legata a una società israeliana. L’intervento di Sinistra Italiana e del Comitato No Valdera avvelenata.Scontro a tutto campo su ambiente e proprietà legata a una società israeliana. L’intervento di Sinistra Italiana e del Comitato No Valdera avvelenata.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciVentidue ettari di campagna, un impianto agrivoltaico e una polemica che travalica i confini di Lavaiano. Nel territorio di Casciana Terme Lari, a ridosso della Fi-Pi-Li all’altezza della biforcazione Livorno-Pisa, il progetto di un nuovo mega impianto accende lo scontro politico e ambientale. A proporre il progetto sarebbe un’azienda controllata da una società israeliana. Ed è proprio sui legami societari che si concentra una parte della protesta, con l’accusa che la proprietà abbia interessi economici in territori occupati dall’esercito israeliano in Palestina e Siria.

Gianni Ferdani, segretario del Circolo di Sinistra Italiana Valdera, parla di una questione prima di tutto "morale ed etica". "Non è accettabile – sostiene – che a promuovere progetti di impianti agro-fotovoltaici siano società con responsabilità internazionali nella disastrosa situazione in Palestina, Cisgiordania e territori occupati". Per Sinistra Italiana, dunque, la questione societaria viene prima ancora del confronto sull’impatto ambientale dei grandi impianti. Un tema sul quale, sottolinea Ferdani, resta attesa una legge quadro regionale capace di definire con chiarezza le aree idonee. "Ci opponiamo, prima di tutto, per ragioni morali ed etiche, alla possibilità che società israeliane possano sfruttare i nostri territori", aggiunge.