Bergamasco, classe 1999, sono diplomato al Liceo Scientifico dal 2018 e laureato in Lettere Moderne dal 2022. Atalantino da sempre.
È
sufficiente un precampionato falcidiato dagli infortuni e una vittoria in Coppa Italia contro una squadra di Serie B per riuscire a definire il livello del Sassuolo che affronterà l’Atalanta nella prima stagionale di Serie A alla New Balance Arena? Ovviamente no, ma alcuni princìpi di gioco della formazione allenata da Alberto Aquilani sono comunque emersi ed emergeranno nella serata bergamasca. “Dietro siamo in difficoltà, non ho allenato neanche un potenziale titolare, ma ringrazio chi sta lavorando. In quel reparto praticamente non sto allenando”. Si parte dalle dichiarazioni del mister reduce dall’ottima annata in B a Catanzaro per delineare il cantiere aperto che riguarda la retroguardia del 4-3-3 neroverde. Gli acquisti degli ultimi giorni (Obrador dovrebbe alla lunga panchinare Doig nello slot di terzino destro, il rientro dagli infortuni di Idzes e Candé soppianteranno l’esperimento della coppia centrale Macchioni-Odenthal insieme all’aggiunta di Leysen o Bonini, mancini con buona visione di gioco proveniente dall’USG) rivoluzioneranno un reparto che in estate ha mostrato fisiologiche falle: entrambi i centrali non solo sono morbidi nella marcatura in area ma vanno in enorme difficoltà se costretti a battere linee di passaggio non elementari, suggerendo ad Aquilani di impiegare Muric come prima fonte di gioco in costruzione. Gli azzardi del portiere kosovaro non si limitano alle ormai proverbiali uscite, in cui alterna prese spettacolari a situazioni in cui si fida eccessivamente delle leve infinite, ma anche alle tracce in fase di possesso: la gittata dei suoi lanci lunghi è notevole, ma non sempre Muric li calibra a dovere.









