Palmina La Bella è bagnina professionista allo stabilimento Aurora, ieri era liberaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciAlmeno sei persone salvate, in due diverse occasioni, dalle acque agitate di Marina di Pisa. La differenza tra la vita e la morte, questione di pochi attimi e di coincidenze che si incastrano. Palmina La Bella, bagnina professionista allo stabilimento Aurora, decide, dopo molto tempo, di andare in una spiaggia "in un luogo dove non vado mai". E si trova davanti a un gruppo di ragazzini che entra in acqua nonostante il mare agitato da un Libeccio che ha spirato per tutto il giorno: li salva tutti, tre perché impedisce loro di proseguire, il quarto, dopo il tuffo, lo rianima riportandolo in vita.

Alle 17, "ero a prendere il sole fra il Roca de Mar e il Foresta", racconta Palmina, che è anche giornalista, "appena ho visto mettere i piedi in mare a questi giovanissimi ho detto loro di non farlo. Tre sono tornati indietro, il quarto si era ormai tuffato, è stato trascinato subito dalla corrente. Ed è stato sbattuto sugli scogli. In 30 secondi è andato a testa in giù, era ferito e pieno di sangue. I suoi amici lo hanno sollevato e io sono riuscita a fargli il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Si è ripreso". "Sono stati attimi, ho dovuto praticare le manovre fra gli schizzi violenti del mare", prosegue. In poco tempo, arrivano anche i colleghi bagnini del Pappafico e del Foresta e un po’ tutti si mobilitano. Vengono chiamati i soccorsi e allertato anche l’elicottero Pegaso. Il 19enne di origine tunisina viene portato dalla Misericordia a Cisanello in codice rosso. "Poco prima avevo già brontolato altri ragazzini – continua Palmina – alcuni bagnanti quasi quasi mi hanno detto che ero stata esagerata, poi però hanno capito. E gli amici del ragazzo mi hanno ringraziata". "Bisogna conoscerlo il mare, e quando è così, starne alla larga".