Da nemico della salute ad alimento privilegiato dalle diete, dalle coltivazioni nei giardini a quelle nei campi, da consumo nobiliare a commercio importante per l’economia. Curiosa la parabola della frutta che viene indagata dal punto di vista dell’evoluzione storica e sociale da Dante Bolognesi dal Rinascimento a oggi in un libro pubblicato da Laterza: ’La storia della frutta’. Bolognesi fa parte di società scientifiche, dei comitati di direzione della rivista ’Romagna arte e storia’ e della Società di Studi Romagnoli e ha collaborato a periodici storici italiani e stranieri. È autore di studi di storia economica e sociale e ha coordinato opere collettanee di storia romagnola e di storia del pensiero politico. È stato dirigente in Classense e dal 1995 al 2012 direttore della Biblioteca Oriani di Ravenna.

Bolognesi, come ha iniziato ad occuparsi della frutta? "Da tempo mi occupo anche di consumi alimentari, vino, carne, pane e fornai. Mi mancava la frutta perché non era alla base dei consumi popolari e ho analizzato la cosa dal punto di vista dell’alimentazione, della produzione e del mercato. Sono partito da un curioso volume di un medico e astrologo ravennate del Cinquecento, Tommaso Giannotti Rangoni, detto il Filologo, dal titolo ‘Come l’uomo può vivere più di 120 anni’, il tutto quando la vita media a fatica arriva a 30 anni".