Resta in carcere il 53enne di origine ghanese che giovedì mattina, armato di pistola finta e mannaia, ha tentato di rapinare la sala slot di via Emilia Est, a Castelfranco. Nel tentativo di rinchiudere la dipendente in bagno, tra l’altro, l’indagato l’ha ferita con l’arma, causandole lesioni per venti giorni di prognosi. Ieri l’uomo, dinanzi al giudice, alla presenza del proprio avvocato Rossella Lioia si è avvalso della facoltà di non rispondere. All’esito dell’udienza, il gip ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere. Decisione probabilmente legata al rischio di fuga dell’indagato, essendo stato bloccato dai carabinieri di Castelfranco proprio mentre preparava i bagagli, evidentemente intenzionato a lasciare il paese. Parliamo però di un insospettabile: nessun precedente alle spalle, vent’anni di lavoro come saldatore in un’azienda di Castelfranco. A quanto pare il 53enne avrebbe spiegato di trovarsi in una condizione economica disperata, legata alla necessità di far fronte alle spese di quattro figli e della moglie, rimasti in Ghana, ma anche a quelle relative all’affitto e comunque alla vita quotidiana in Italia. Avrebbe dunque escluso debiti di gioco seppur in quella sala slot – secondo i dipendenti – fosse conosciuto eccome. Erano circa le 9 di mercoledì mattina quando l’uomo è entrato nella sala slot con il volto travisato da una mascherina, guanti da lavoro ed un berretto da baseball. Una volta varcata la soglia, armato di una pesante mannaia da cucina con lama lunga 22 cm e di una pistola giocattolo, appunto, ha aggredito la dipendente tentando di chiuderla in bagno. La donna, nel divincolarsi è rimasta ferita al braccio dall’arma da taglio ed è poi stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata in ospedale, da dove è stata dimessa con una prognosi di venti giorni. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione del sospettato, l’uomo era in camera intento a preparare le valigie.