L’uomo, di origini pugliesi, è stato fermato dagli agenti alla guida un’auto risultata rubata . Incappucciato, aveva minacciato con un martello la dipendente rubando poche centinaia di euro.Aveva messo a segno un colpo in una farmacia di Fermo armato di martello e poi era fuggito senza lasciare traccia. In realtà più di qualche indizio era finito in mano ai carabinieri che, con un’indagine lampo, avevano rintracciato e arrestato un operaio di 30 anni di origini pugliesi. Per questo motivo il malvivente è comparso alla sbarra e, a conclusione del processo, è stato condannato a quattro anni e due mesi di reclusione per i reati di rapina aggravata, appropriazione indebita e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. L’episodio si era verificato intorno alle 10 del mattino nel settembre del 2023 quando il 30enne, incappucciato e armato di un martello da muratore a coda di rondine, aveva minacciato una dipendente, costringendola a consegnare il contante in cassa, pari a poche centinaia di euro. Immediatamente dopo, l’autore dl colpo si era dato alla fuga a bordo di una Opel Zafira risultata rubata in Puglia, come da denuncia presentata dal proprietario pochi giorni prima presso i carabinieri di Lucera. Grazie all’ottimo lavoro investigativo dei militari dell’Arma, che avevano utilizzato le telecamere di video sorveglianza pubblica e privata, era stato possibile risalire rapidamente all’auto utilizzata dal rapinatore. I carabinieri avevano quindi tracciato il veicolo, già pochissimi minuti dopo il colpo, localizzandolo e bloccandolo a Fermo, a poca distanza dal luogo della rapina, lungo via Giovanni da Verrazzano. L’auto era stata circondata da due pattuglie e il rapinatore costretto ad arrendersi. Durante il controllo, il 30enne era stato perquisito e trovato in possesso di parte della refurtiva e del martello utilizzato per commettere il reato. Determinante anche la visione dei filmati di videosorveglianza della farmacia che avevano mostrato le fattezze e gli abiti dell’autore del colpo. Gli investigatori dell’Arma avevano inoltre appreso che il giovane, operaio edile in trasferta, subito dopo la rapina si era recato ad acquistare dello stupefacente che aveva poi consumato all’interno dell’auto, dove era stata rinvenuta anche una dose di cocaina ancora integra. Dopo la redazione degli atti ed il fotosegnalamento presso il Comando provinciale, l’arrestato era stato successivamente trasferito presso la casa di reclusione di Fermo, e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per la convalida dell’arresto.