PADOVA - Alcune denunce penali e sei segnalazioni per irregolarità nella tenuta dei registri e nella gestione dei farmaci. È il bilancio dei controlli condotti dai carabinieri del Nas nelle strutture sanitarie e nelle farmacie di Padova e provincia sulla custodia e sull’utilizzo delle sostanze stupefacenti, con un’attenzione particolare al Fentanyl, il potentissimo oppioide impiegato nella terapia del dolore ma da tempo finito sotto osservazione anche per il rischio di un suo utilizzo nel mercato illegale.
AL SETACCIO Una verifica capillare che ha interessato quasi tutto il territorio provinciale, passando al setaccio ospedali, case di cura, farmacie pubbliche e private e residenze per anziani. Sotto la lente dei militari sono finite soprattutto la corretta registrazione dei medicinali, la corrispondenza tra le quantità annotate e quelle effettivamente presenti, le modalità di conservazione e l’integrità delle confezioni. Controlli che negli ultimi due mesi hanno subìto un’accelerazione anche dopo il clamoroso furto avvenuto a giugno all’ospedale Israelitico di Roma, dove dalla farmacia della struttura erano scomparse 80 fiale di Fentanyl. Un episodio che aveva fatto scattare l’allarme a livello nazionale e spinto il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, in raccordo con il ministero, a intensificare la vigilanza sulla corretta detenzione e gestione dei farmaci stupefacenti lungo l’intera filiera. Da qui la stretta anche nel Padovano, con verifiche mirate non soltanto ad accertare il rispetto delle rigide norme previste per la custodia e la movimentazione degli oppioidi, ma anche a impedire che medicinali destinati all’uso sanitario possano uscire dai circuiti autorizzati e alimentare traffici illeciti.A disciplinare in maniera rigorosa la movimentazione delle sostanze stupefacenti è il Dpr 309/90, che impone la registrazione delle operazioni di carico e scarico dei medicinali sottoposti a controllo, in modo da garantirne la tracciabilità e la corrispondenza tra quanto riportato nei registri e le quantità effettivamente presenti. I CASI Ed è proprio su questo fronte che i controlli del Nas hanno fatto emergere sei irregolarità e difformità nella compilazione della documentazione, per le quali sono scattate sanzioni amministrative nei confronti dei responsabili. Più delicati, invece, i casi che hanno portato alle denunce penali. Durante alcune verifiche i militari hanno riscontrato la mancanza di alcune fiale: quantità comunque esigue, delle quali però i responsabili delle strutture non sono stati in grado di ricostruire con precisione la destinazione. Non è stato possibile, cioè, risalire all'utilizzo del medicinale o al paziente al quale sarebbe stato somministrato o consegnato. Una falla nella tracciabilità che, trattandosi di medicinali contenenti sostanze stupefacenti, assume particolare rilevanza. LA CAMPAGNA L'intensificazione delle verifiche condotte dai carabinieri del Nas, guidati dal comandante Massimo Andreozzi, si inserisce anche nella campagna nazionale "Estate Tranquilla 2026", che prevede controlli in diversi settori con l'obiettivo di tutelare la salute pubblica. Ma sul Fentanyl l'attenzione è diventata ancora più alta. Il timore è che un farmaco indispensabile in ambito sanitario possa uscire dai circuiti autorizzati e finire sul mercato clandestino. Il Fentanyl è infatti un oppioide sintetico estremamente potente, molto più forte della morfina, utilizzato in medicina soprattutto come analgesico e anestetico. Al di fuori del controllo sanitario può però trasformarsi in una sostanza estremamente pericolosa e viene utilizzato illegalmente anche insieme ad altre droghe. Quantità non controllate possono provocare una grave depressione respiratoria, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, la morte. LA REGIONE Anche la Regione Veneto, sulla base delle indicazioni nazionali, ha richiamato l'attenzione delle strutture sanitarie e delle farmacie sulle procedure da adottare per la custodia dei medicinali contenenti oppioidi, dalla verifica dell'integrità delle confezioni alla limitazione dell'accesso ai farmaci. Un fronte sul quale i Nas mantengono alta l'attenzione anche per il fenomeno delle ricette falsificate utilizzate per tentare di ottenere medicinali in farmacia. L'obiettivo è rafforzare ulteriormente la responsabilità di chi detiene, utilizza o dispensa questi farmaci e impedire che anche poche fiale possano essere sottratte al circuito sanitario e destinate al mercato illegale.






