PADOVA - La tecnica criminale si chiama "jackpotting". Si tratta di un vero e proprio attacco informatico e fisico agli sportelli bancomat in cui i malintenzionati manomettono uno sportello automatico installando malware o collegando dispositivi esterni per costringere la macchina a erogare tutto il contante senza autorizzazione o senza l'uso di conti correnti dei clienti. Tra i primi a sviluppare questa tecnica risultano esponenti della malavita bulgara ma la forbice si è allargata a tutta l'area dell'Est Europa.

L'indagine Due malviventi la vigilia di Ferragosto erano convinti di incassare un bel tesoretto in contanti, ma questa volta il fiuto investigativo dell'Arma li ha incastrati. In manette sono finiti due cittadini moldavi residenti in provincia di Padova, accusati di tentato furto aggravato e intrusione abusiva in un sistema informatico ai danni della cassa automatica di un istituto Raiffeisen a Santa Maddalena di Funes, in provincia di Bolzano. L'operazione del nucleo investigativo del comando provinciale di Bolzano è scattata nella notte del 14 agosto a seguito di un'articolata attività di indagine avviata dopo tre analoghi tentativi registrati in provincia di Bolzano. Gli investigatori, analizzando i dati dei controlli svolti dalle stazioni sul territorio, sono riusciti ad individuare e tracciare una vettura sospetta. Seguiti lungo il tragitto dalla provincia di Padova fino all'Alto Adige, i due uomini sono stati sorpresi mentre stavano applicando apparecchiature elettroniche per mettere in atto il famoso "jackpotting", una tecnica che forza il sistema informatico del bancomat per fargli erogare il contante presente nei serbatoi. I militari, supportati dal personale delle compagnie di Bressanone e Brunico e dalle unità cinofile di Laives, sono intervenuti subito dopo l'azione, sequestrando un ingente quantitativo di materiale informatico ed elettronico. Su disposizione dell'autorità giudiziaria, i due arrestati sono stati condotti nel carcere di Bolzano, mentre proseguono le indagini per verificare il loro coinvolgimento nei precedenti episodi sul territorio provinciale.Nel Padovano Anche in provincia di Padova in passato si è verificato un colpo analogo ad una filiale della Saccisica. In quel caso i malviventi sono stati arrestati dopo un lungo inseguimento. L'attenzione degli istituti di credito di concerto con le forze dell'ordine è salita a livelli di guardia. Le ormai vetuste tecniche degli assalti con acetilene ed ossigeno o più recentemente con una "marmotta" satura di polvere pirica, sembrano ormai superate. I sofisticati sistemi di protezione delle banche riescono infatti a rendere inutilizzabili le banconote subito dopo l'esplosione. Ora l'obiettivo è quello di bloccare questa nuova formula criminale che senza esplosioni e con il minimo sforzo è in grado di trarre in inganno il forziere che spontaneamente eroga in mani criminali tutto il suo contenuto di soldi.