Mancano poche ore all’esordio del Napoli di Allegri in campionato e ai Quartieri Spagnoli c’è una lunga e ordinata fila di persone che a mezzogiorno di un caldo sabato napoletano è in attesa di sbirciare il murale di Maradona appena restaurato. L’area che ospita questo luogo di culto divenuto la seconda meta turistica più visitata in Italia dopo il Colosseo è ancora transennata e avvolta da un enorme telone blu. L’inaugurazione vera e propria non è ancora stata fissata ed è prevista non prima di due o tre settimane. Questo però non scoraggia i tantissimi turisti amanti di Napoli e di Maradona che per nulla al mondo si sarebbero persi l’occasione di visitare questo posto iconico e scattare una foto al grande Pibe de Oro raffigurato sulla parete del palazzo che affaccia su Largo Maradona.

Tifosi dal mondo Passando accanto alla fila di “fedeli” si ascoltano lingue provenienti da tutto il mondo e accenti di ogni parte d’Italia: gruppi di turisti inglesi, spagnoli, argentini, tedeschi, polacchi, giapponesi e arabi. E poi famiglie di italiani provenienti da Milano, Roma e Firenze, dall’Emilia Romagna e dalla Puglia sono tutti in attesa di incontrare il D10S del calcio. Tra loro c’è una giovane coppia di fidanzati, Dorian e Valeria. Lui è moldavo ma vive in Italia da oltre vent’anni, lei invece è napoletana trapiantata al Nord: «Io mi definisco un ibrido, sono nato in Moldavia ma Napoli mi ha acquistato ormai tanti anni fa», dice sorridendo lui, che preso dall’euforia e dalla felicità del momento non può fare a meno di aggiungere: «Questo è un luogo storico. Per me non è la prima volta che ci vengo ma tornare è sempre un’emozione. Sono contento che abbiano restaurato il murale così adesso tutti potremo godere di uno spettacolo ancora più bello». Valeria, la compagna di Dorian, invece a Napoli ci è nata. Napoli, Manna: «Trattiamo il rinnovo di Anguissa, non siamo lontani»Ora vive con il compagno in Emilia Romagna ed è in città per trascorrere qualche giorno di vacanza: «Sono tornata per ritrovare Napoli e il suo immenso calore che quando sono fuori mi manca tanto. Una visita al murale era obbligatoria. Non sapevo lo avessero da poco restaurato ma sono molto contenta perché questo è un luogo importante per i napoletani e dobbiamo prendercene cura». Fabio invece viene da Torino, è a Napoli con sua moglie e le loro due figlie e sono tutti in fila per ammirare il restauro del murale: «È la prima volta che ci vengo e devo dire che è bellissimo. Una atmosfera unica e indescrivibile. Nonostante il gran caldo, la fila e l’attesa, ne è valsa la pena». Fabio ha un solo rammarico: «Stasera ricomincia la Serie A e il Napoli giocherà la sua prima partita. Avrei voluto guardare la gara contro il Genoa seduto ad un bar qui nei Quartieri Spagnoli ma purtroppo in serata rientriamo a casa. Peccato, sarebbe stata un’esperienza unica poter fare il tifo insieme a tanti fratelli azzurri», conclude. Anche Vanessa, sua figlia poco più che ventenne, la pensa praticamente allo stesso modo: «L’attesa in fila è stata ripagata, sono venuta a Napoli anche per vedere il murale e nonostante sia ancora transennato e non aperto al pubblico, mi faceva piacere essere qui per scattare comunque una foto e immortalare questo momento». La fila Imboccare il vicolo che al termine di una lunga salita conduce a Largo Maradona è quasi come entrare in un mondo magico. Folclore e tradizione partenopea contagiano inevitabilmente i turisti che, vestiti con la maglia azzurra numero 10 di Diego, camminano nel caos delle vie in direzione del murale seguendo un flusso continuo che non accenna a fermarsi. Tra questi c’è un’altra famiglia di italiani che viene da Milano. Sono Marco, sua moglie Claudia e i loro figli piccoli, due maschietti entrambi vestiti con la maglia del Napoli: «Quando siamo arrivati non ci aspettavamo di trovare il murale transennato», dice Marco. «Ma abbiamo comunque provato a sbirciare e scattare qualche foto. Io non sono neanche tifoso e il calcio non è il mio sport preferito ma questo posto andava visto. Emana un’energia indescrivibile». «Io invece tifo per l’Inter ma volevo indossare la maglietta del Napoli perché è bella», dice con un sorrisino sul viso il figlio di Marco, salito sulle spalle del papà per riuscire a guardare meglio Maradona. Un altro piccolo tifoso di Diego, ammirando l’immenso volto del calciatore disegnato sulla finestra del palazzo, quasi si preoccupa: «Mamma ma adesso il signore che abita lì non potrà più aprire la finestra?». E lei: «Credo che per lui sia un onore non aprirla». Nella fila che avanza lentamente come in una sorta di pellegrinaggio, i turisti attendono il loro turno per scattare un veloce selfie con il volto di Diego. Tra questi c’è anche Wojciech, ha 25 anni e viene dalla Polonia. È a Napoli in vacanza con un amico ed entrambi sono emozionatissimi di trovarsi al cospetto del Pibe de Oro: «Maradona is the best», dice Wojciech. Che euforico aggiunge: «Stasera guarderemo la partita in uno dei bar del Centro Storico e faremo il tifo per la squadra». Poi, orgoglioso, mostra la sciarpa del Napoli che ha appena acquistato. Non arrivano a tanto marito e moglie inglesi che sventolandosi con i propri ventagli rispondono con un ironico «No comment» al primo accenno di domanda sul famoso gol realizzato da Maradona con la “Mano de D10S”. Però sono comunque saliti fin qui nonostante il caldo e quando arriva il loro turno si scattano un selfie con Diego sullo sfondo. Gli argentini «Napoli per noi è come una seconda casa», dicono invece un gruppo di tre ragazzi argentini. «Maradona amava Napoli e il popolo napoletano ha amato Diego fino alla fine e questo luogo rappresenta il simbolo di questo amore. Viva Napoli, viva Diego Armando Maradona e viva l’Argentina». In silenzio, un po’ più in disparte e in pieno stile giapponese, c’è una donna vestita interamente di bianco con occhiali scuri che si ripara dal sole con un piccolo ombrello. Non dice nulla ma guarda intensamente il murale rapita dalla grandezza del campione. Due donne arabe parlano invece tra di loro sottovoce, guardano il murale e decidono di scattare una foto ricordo con Maradona al centro, sorridenti e felici di essere a Napoli. Infine una famiglia di turisti tedeschi. Provengono da un paese nei pressi di Berlino e mostrano tutto il loro disappunto quando, raggiunto Largo Maradona e messisi in fila, si rendono conto che l’area non è agibile al cento per cento: «È un peccato non poter vivere appieno l’atmosfera che si respira qui ma è comunque una forte emozione. Siamo venuti apposta per salutare il grande Maradona e stasera abbiamo prenotato in una pizzeria per mangiare una margherita, guadare la partita e fare il tifo per il Napoli».