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Largo Maradona non esiste ufficialmente nella toponomastica della città di Napoli, ma chiunque ci viva o la visiti sa perfettamente dov’è. È uno spiazzo di proprietà privata in via Emanuele De Deo, nei Quartieri Spagnoli, dove c’è il famoso murale che raffigura Diego Armando Maradona, il calciatore argentino che ha giocato al Napoli negli anni più importanti della sua carriera, vincendo tantissimo e diventando un simbolo della città. Dalla sua morte nel 2020 questo posto è diventato una sorta di luogo di culto non solo per i tifosi del Napoli, ma anche per tutte le migliaia di turisti che ogni giorno lo visitano e ci comprano cibo e souvenir.

Giovedì Largo Maradona ha riaperto dopo due settimane tumultuose: a metà ottobre infatti alcuni negozi erano stati sequestrati dalle forze dell’ordine, che avevano riscontrato molte irregolarità. Sebbene fosse una questione nota da tempo, questo intervento aveva generato molte tensioni: i commercianti per protesta avevano coperto la zona con dei teli creando grande delusione tra i turisti. Ora il proprietario della zona, gli esercenti e il comune hanno raggiunto un accordo per la regolarizzazione dell’area.

Fino alla morte di Maradona nel 2020 lo spiazzo su cui si affaccia il murale era un parcheggio privato, e non veniva trattato con particolare attenzione. Il murale fu dipinto nel 1990, anno in cui il Napoli vinse il secondo scudetto in pochi anni, grazie soprattutto a Maradona. L’opera è di Mario Filardi, che nel 1990 aveva 23 anni, e fu voluta da Antonio Esposito, proprietario dell’edificio.