Pubblicato il: 22/08/2026 – 19:01

COSENZA Un territorio in apprensione. Paola, San Lucido, San Fili, Rende, Montalto Uffugo e San Vincenzo la Costa: sono questi i centri del Cosentino interessati dai lavori commissionati da FS Engineering Spa (importo: 1,6 miliardi di euro) per il raddoppio della galleria Santomarco. Interessati più o meno direttamente, non tanto per i disagi legati a un megacantiere (durata prevista un decennio tondo tondo) strategico per i collegamenti della zona nord calabrese, quanto per i timori – sollevati da residenti e comitati cittadini ma anche gruppi politici di Paola e San Lucido, rispettivamente Riparte il Futuro e San Lucido Migliore – legati alla presenza di amianto naturale nell’area dell’opera e altre sostanze tossiche come la antigorite fibrosa.Il raddoppio della tratta ferroviaria Cosenza-Paola/S. Lucido prevede la realizzazione di una nuova linea Alta Velocità da 22,2 km, inclusa una galleria a doppia canna di 15,4 km. Il progetto da 1,6 miliardi coinvolge ben sei Comuni cosentini e prevede rigorosi protocolli ambientali per la gestione dei materiali.

I residenti e i comitati civici di Paola e delle aree vicine hanno espresso forti timori riguardo al rischio di presenza di amianto o minerali nocivi nel sottosuolo in vista del progetto di raddoppio della galleria, chiedendo accertamenti preventivi sui terreni di scavo, carotaggi e rilievi geologici mirati: l’obiettivo è escludere rischi legati alla liberazione di fibre pericolose o alla stabilità geologica dell’area durante i lavori di scavo. Nei giorni scorsi il tema è stato rilanciato con forza a margine di una iniziativa sull’ambiente a San Lucido, e il consigliere comunale paolano Andrea Signorelli (gruppo Riparte il Futuro) ha rilanciato i dubbi sulla maxiopera facendo sapere di avere inoltrato una diffida agli organismi competenti in cui chiede l’istituzione di un tavolo tecnico cui invitare – oltre ai rappresentanti istituzionali del Comune del Santo – anche gli altri 5 attraversati o comunque interessati dal cantiere (San Lucido, San Fili, Rende, Montalto Uffugo e San Vincenzo la Costa) con il coinvolgimento del ministero competente ma anche di Procura e carcere di Paola, soprattutto per questioni di ricadute territoriali.