MOGLIANO (TREVISO) - È morto il 20 agosto, all’età di 84 anni, Giancarlo Miotto, imprenditore per decenni protagonista del settore petrolifero veneziano. Il decesso è avvenuto dopo le complicazioni di una malattia. Il suo nome resta legato soprattutto alla Miotto Generale Petroli di Marghera, società cresciuta fino a diventare un punto di riferimento nella distribuzione e nello stoccaggio dei carburanti.

L'ascesa Originario di Mestre, Miotto aveva raccolto l’eredità delle attività di famiglia, inizialmente legate al commercio di legname e carbone, sviluppando poi il business nel campo energetico. L’azienda arrivò a servire industrie, enti pubblici e grandi complessi residenziali e nel 2015 raggiunse un fatturato vicino ai 250 milioni di euro. Nel 2010 Miotto era stato inoltre nominato coordinatore regionale di Assopetroli. La crisi Dopo la liquidazione volontaria avviata nel 2017 e la richiesta di concordato, nel luglio 2021 il Tribunale di Venezia dichiarò il fallimento della società. La vicenda portò alla cessione di parte delle attività e alla vendita di diversi beni immobiliari riconducibili all’imprenditore. Negli ultimi anni Miotto era finito più volte anche nelle cronache giudiziarie e di nera. Nel novembre 2021 la sua villa sul Terraglio, a Marocco di Mogliano Veneto, fu teatro di una violenta rapina: un gruppo armato fece irruzione nell’abitazione e tenne in ostaggio l’imprenditore e alcuni familiari, fuggendo con denaro e preziosi per un valore stimato attorno al milione di euro. Sempre nel 2021 Miotto venne coinvolto in un’inchiesta per presunte violenze sessuali ai danni di due ex collaboratrici domestiche. Dopo un periodo di custodia cautelare, nel 2023 fu rinviato a giudizio. La difesa ha sempre respinto la ricostruzione accusatoria sostenendo che i rapporti fossero consensuali.