"Suona la campana" in casa Juventus, e a scuoterla è un Luciano Spalletti schietto, ambizioso e al contempo prudente, alla vigilia del debutto in campionato a Frosinone. Un esordio che sa subito d’esame di maturità per una squadra profondamente rinforzata dal mercato, ma ancora da considerare "cantiere aperto”. Il tecnico toscano continua a frenare e irrigidirsi - logicamente - al sentir parlare di Scudetto, ma non per questo ha voglia di ridimensionare ambizioni e prospettive. Men che meno l’organico. A partire da un Kenan Yildiz blindatissimo, per ciò che lo riguarda: “Io me lo tengo stretto e quest’anno voglio poterlo schierare”. Tra nuovi acquisti già promossi titolari, una filosofia fluida incentrata sui "comportamenti" e la rivoluzione tra i pali. La nuova Signora spallettiana si presenta ai nastri di partenza con un imperativo categorico: trasformare le belle speranze in fatti concreti. In vittorie. Cancellare la delusione della scorsa stagione. "Ora è suonata la campana – ha spiegato il tecnico –: chi non sarà pronto verrà subito spinto verso l’uscita. Le sensazioni sono buone perché abbiamo lavorato bene, nel limite del possibile. Ma non c’è più tempo per aspettare e sperare. Bisogna iniziare non a raccontare che vogliamo far bene, ma a farlo”. Oggi l’aggettivo per noi può essere 'affiatati' o 'compatti'. In futuro vorrei vedere una squadra 'solida', 'densa', 'fitta' e 'spessa': più posto si prende dentro il campo e meglio è". Il mercato porta voci importanti attorno ai pezzi pregiati, in primis Kenan Yildiz, per il quale si parla di valutazioni a tripla cifra. Spalletti, però, blinda il talento turco e rilancia le ambizioni del club: "Io la vivo tranquillamente questa situazione perché il calciatore è Yildiz. Per me è facile: possono offrire quello che vogliono, ma io voglio metterlo in campo nella prossima stagione. Lui è un ragazzo perfetto per farci dei discorsi da persona matura. Sa benissimo che non deve velocizzare niente: il suo futuro è importante già nella Juventus, non perché offrono 100 milioni. Lui c’è già nel club che offre 100 milioni per lui. Siamo tutti molto tranquilli e vogliosi, noi e il calciatore, di far vedere le totali potenzialità di un possibile fenomeno del calcio. E lo sono anche i tifosi". Mercato, non è finita La rosa ha subito profondi cambiamenti, con innesti di spessore che hanno ridisegnato la competitività interna. C'è soddisfazione, ma la macchina è ancora in corsa. "È stato fatto un buon mercato, ma il mercato non parte uguale per tutti. C’è chi deve fare dei piccoli restauri e chi deve fare una restaurazione importante. Noi ci stiamo muovendo al meglio rispetto alla situazione iniziale, ma c’è ancora del lavoro da fare. I direttori continuano ad arrivare presto la mattina. Hanno saputo sfruttare le occasioni che il mercato ha offerto, sono stati bravi ad andare a prendere alcuni calciatori di prospettiva tipo Alajbegovic. Lui, per esempio, è uno di quelli che creano lo shock temporale: ti dà la scossa forte ed è bravo a valorizzare la giocata che pensa. Vede la giocata successiva. Poi ci sono Gonzalez o Douglas Luiz. Abbiamo alzato la competitività dei ruoli tra i calciatori e partiamo con fiducia". La distanza con l’Inter Il pensiero va inevitabilmente alla lotta al vertice e al distacco dai campioni in carica, una sfida che Spalletti affronta con realismo senza però ridimensionare i traguardi storici fissati dalla proprietà. "Non lo so se si è accorciato il gap dall’Inter. Ci sono 7-8 squadre, ci metto dentro anche la Fiorentina, in grado di lottare per i primi quattro posti. Noi siamo rimasti fuori l'anno scorso. Ora bisogna far vedere di essere bravi. Conta poco fare dei discorsi: c’è da diventare squadra, trovare gli equilibri, indovinare quando far riposare qualcuno e usare di più la totalità della rosa. Io dico che siamo migliorati, poi saranno le vittorie a dirlo. Bisogna vincere di più in campionato e tante partite in Europa League. Il Milan ha fatto un grande mercato, l’Inter era già fortissima e si è mossa, la Roma ha fatto un buon mercato. Siamo tutti dentro quel gruppo di società che hanno forti ambizioni. Detto questo, sono d’accordo con l’Ingegnere, John Elkann, quando parla della storia e dell’ambizione della Juventus ". I nuovi acquisti e la formazione Per la sfida contro il Frosinone le scelte sono fatte, con novità tattiche e scelte più o meno limitate dalle contingenze. "Vicario e Kolo Muani partiranno dall’inizio", annuncia Spalletti. "Cercheremo di mettere in campo una squadra che abbia degli equilibri. Voglio che ci sia libertà individuale dentro un equilibrio dinamico di squadra che renda naturale tutto questo movimento ". Spazio anche ai chiarimenti sulla situazione dei portieri: "Siamo andati a prendere Vicario perché lo riteniamo esperto, forte, con qualità sia in porta sia con i piedi, e fisico. Gli mancava solo un po’ di lavoro con la squadra, mentre il lavoro puro da portiere lo aveva sviluppato benissimo già prima. Per cui gioca lui, Perin viene in panchina: resta con noi finché ci sarà utile: è un ragazzo serio. Di Gregorio, non so se sia già ufficiale o no, ma non è più in organico”.
Juve, suona la campana. Spalletti: “Ora servono i fatti”. E blinda Yildiz: “Intoccabile”
Alla vigilia del debutto a Frosinone il tecnico alza l’asticella: «Chi non è pronto verrà spinto verso l’uscita». Vicario e Kolo Muani subito titolari, Di Greg…







