Decisiva una nota interna del Dipartimento di Stato che smentisce le dichiarazioni pubbliche della Casa Bianca
Il divieto imposto dall’amministrazione Trump di rilasciare visti a migranti provenienti da 75 Paesi è «contrario alla legge». Lo ha stabilito la giudice federale Jeanette A. Vargas, respingendo le motivazioni addotte dalla Casa Bianca per il blocco dei visti e annullando di fatto la misura chiesta a gran voce dal presidente Donald Trump. Per giustificare la stretta alle frontiere, l’amministrazione repubblicana aveva spiegato che i migranti – una volta entrati sul suolo statunitense – avrebbero fatto ricorso a sussidi pubblici, divenendo così un «peso economico per gli americani».
La nota interna del Dipartimento di Stato che smentisce Trump e la Casa Bianca
In realtà, secondo la giudice Vargas, l’ordine imposto dalla Casa Bianca era ben diverso e prendeva di mira anche molti immigrati idonei al visto e che probabilmente sarebbero stati autosufficienti. In questo modo, sempre secondo il tribunale federale, l’amministrazione Trump ha violato la legge che richiede valutazioni individuali per i visti. Una nota interna del Dipartimento di Stato, reso pubblico come prova in aula di tribunale, istruiva i funzionari consolari a negare i visti anche quando i richiedenti fornivano «prove aggiuntive che dimostrassero che essi superavano l’ostacolo del rifiuto relativo all’onere pubblico».










