Una famiglia, due bambini, altrettante settimane di ferie. La classica villeggiatura estiva verso il mare: la Calabria, il Salento, la Riviera delle Palme o la Costiera sorrentina. Relax e divertimento, ma una bella grana da affrontare al ritorno: il caro-carburanti che, proprio in questi giorni di controesodo, ha toccato il suo picco dopo mesi di rincari. La benzina, prezzo medio al self tra rete stradale e autostradale, è arrivata a 2,009 euro nel primo sabato di maxi-rientri. Va peggio a chi ha una motorizzazione diesel, nonostante il taglio delle accise, con 2,129 euro. I numeri, probabilmente, non restituiscono in pieno il peso sul portafoglio di chi finisce la propria vacanza in questo week end. E rischia di andare ancora peggio a chi richiuderà le valigie a metà della prossima settimana, se il governo non interverrà con una nuova proroga del taglio delle accise sul gasolio in scadenza martedì.

Per comprendere il danno sui conti delle famiglie, tuttavia, basta confrontare il costo medio negli stessi giorni del 2025 quando le pompe esponevano i prezzi mediamente più bassi dal 2021: la benzina si fermava a 1,695 euro al litro e il gasolio a 1,622. Una differenza che, in termini pratici, si traduce in una spesa superiore fino a 45 euro solo per rientrare a casa, senza contare il peso dei rincari sul viaggio di andata e l’incidenza degli spostamenti durante i giorni di relax. Basta fare alcune simulazioni per rendersi conto dell’impatto. Già detto dei prezzi medi negli stessi giorni di quest’anno e dello scorso e tenuto costante il consumo in autostrada con un’auto di media cilindrata, fissato a 15 km con un litro (circa 6,6 litri ogni 100 chilometri), ecco il costo del carburante – e il confronto con il 2025 – per tornare verso casa da diverse mete turistiche e con auto alimentate a benzina e diesel, a patto di partire con il serbatoio pieno così da diminuire il peso del prezzo alla colonnina in autostrada (circa 7-8 centesimi in più in media).