In un ultimo colpo di scena, Fabio Savi ha inviato una lettera ai familiari delle vittime della Uno Bianca in cui chiede loro perdono per i crimini commessi e per le vite strappate. La sua missiva, tuttavia, è stata respinta al mittente. Secondo il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della Banda della Uno Bianca, Alberto Capolungo, Savi “lo fa evidentemente per un suo vantaggio, ottenere benefici, non certo per la nostra soddisfazione di verità e giustizia”.
La lettera di Fabio Savi
La replica delle famiglie delle vittime della Uno Bianca
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La lettera di Fabio SaviIl testo è riportato dall’Ansa. La missiva è datata 1° agosto ed è stata presentata da Fabio Savi attraverso l’avvocata Emanuela Sabbi. L’ex componente della banda della Uno Bianca si rivolge alle famiglie delle vittime e si riferisce, in primo luogo, alle dichiarazioni rilasciate nel corso della recente intervista davanti alle telecamere di Quarto Grado.Nella lettera, Savi si dice “profondamente addolorato per quanto ho commesso” e parla del suo “tormento per avervi causato un dolore così profondo“.ANSAA proposito dell’intervista rilasciata a Quarto Grado, Savi spiega di aver preso la “difficile decisione di mostrarmi, ritenendolo più giusto, anziché nascondermi dietro ad una penna”.Oggi l’ex componente della banda chiede scusa e si mette a disposizione: “Scusatemi se mi sono permesso di importunarvi, non si ripeterà, ma se voi lo vorrete, io sono qui”.La replica delle famiglie delle vittime della Uno BiancaCome anticipato, la risposta dei familiari delle vittime della Uno Bianca non si è lasciata attendere. È arrivata attraverso Alberto Capolungo, che presiede l’associazione a tutela delle vittime della banda. Secondo Capolungo, nella sua lettera Savi “non cambia la sua versione dei fatti che resta opposta a quella del fratello (Roberto Savi a Belve Crime ha dichiarato che la banda beneficiasse di una rete di protezione, nda) e quindi noi non abbiamo un barlume di verità“.










