Il caso, anticipato dal Corriere, della bimba di una coppia di americani curata per poche ore nell'ospedale Monopoli-Fasano. La Cgil Sanità Puglia: «Vicenda paradossale»
La coppia di coniugi statunitensi in vacanza in Puglia, che l’altro ieri ha, come anticipato dal Corriere, ricevuto una fattura da quasi 1700 euro per poche ore di degenza trascorse dalla figlioletta di due mesi all’ospedale Monopoli-Fasano, non intende pagare una cifra così alta. Si rivolgerà probabilmente ad un legale o a Cittadinanzattiva. Ma la Asl di Bari non arretra di un millimetro. La piccola era stata tenuta in osservazione in Pediatria per una sola notte a causa di una febbre che è passata nel giro di qualche ora.Malgrado le critiche rivolte agli operatori dell’ospedale dal sindacato medico Anaao e dal Dipartimento Salute della Cgil regionale, secondo cui vi sarebbe stato un errore nella compilazione della Scheda di dimissione ospedaliera (Sdo) che avrebbe fatto schizzare la tariffa a 1662 euro, la Asl di Bari, resta ferma sulle sue posizioni. E pretende l’intera somma, adombrando il rischio di vedersi contestare un danno erariale qualora non applicasse la tariffa richiesta. Scrive la Asl: «Il Drg (strumento su cui si basa la remunerazione delle prestazioni ospedaliere, ndr) “Malattie di origine virale e febbre di origine sconosciuta, età inferiore a 18 anni: è stato attribuito in relazione alla sintomatologia e alle informazioni cliniche della paziente riportate nella Scheda dimissione ospedaliera (Sdo). La relativa remunerazione è stata elaborata automaticamente dal sistema informativo regionale, applicando le tariffe nazionali per quello specifico Drg e per il regime di ricovero». Altrettanto ferma è la controreplica del coordinatore regionale del Dipartimento salute della Cgil, Antonio Mazzarella: «Inutile insistere con certe argomentazioni. Esiste la possibilità di classificare un ricovero della durata di 0/1 giorni, vale a dire, di una sola notte d’ospedale. Esiste nelle norme che dovremmo conoscere tutti. E comunque, in linea di principio, non è corretto far pagare ad un paziente un ricovero di poche ore come se fosse un ricovero ordinario di tre o più giorni. Le tariffe di riferimento, come quella corrispondente al ricovero breve, si basano su delibere regionali storiche, in particolare la 951 del 2013 e successivi adeguamenti che prevedono quanto affermo».







