di Paola Natalisabato 22 agosto 20264' di letturaGli scienziati hanno sviluppato un sistema informatico capace di ricostruire in tre dimensioni il torace di una persona partendo dalle immagini di una TAC e di simulare il viaggio della luce attraverso il corpo, fino ai polmoni. Il risultato è una sorta di gemello digitale del paziente: una copia virtuale che permette di prevedere dove arriverà la luce, quanta energia verrà assorbita dai tessuti e come cambierà la sua distribuzione quando il polmone è sano oppure colpito da una malattia. Può sembrare fantascienza, ma il principio è molto semplice: la luce, quando viene applicata dall'esterno del corpo, non viaggia in linea retta fino ai polmoni infatti prima deve attraversare pelle, grasso, muscoli, ossa e altri tessuti. Una parte dell'energia viene assorbita, un'altra viene deviata e ogni organismo presenta caratteristiche anatomiche diverse. Per questo motivo, utilizzare la stessa dose di luce su persone differenti non significa necessariamente ottenere lo stesso risultato ed è proprio qui che entra in gioco la nuova tecnologia. Questa è l'idea, affascinante e concreta allo stesso tempo, che arriva da una nuova ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS.