È tempo di fact checking sui 27.001 nuovi posti per Medicina e sull’aumento di quasi 3mila unità registrato nel giro di 12 mesi. Anche perché nei giorni scorsi si è detto di tutto. Ad esempio che uno su due dei 52.300 iscritti al semestre filtro ce la potesse fare ad accedere all’immatricolazione oppure che gran parte delle disponibilità aggiuntive riguardassero le università private. In realtà, dall’analisi delle tabelle allegate al Dm firmato giovedì 6 dalla ministra Anna Maria Bernini e dal confronto con l’analogo provvedimento del 2025/26, emerge una realtà diversa.
Quasi il 70% destinato al semestre aperto
Il primo punto fermo è che i posti riservati al semestre aperto nel 2026/27 sono sostanzialmente stabili rispetto all’anno scorso, intorno al 70 per cento. Giova ricordare che anche stavolta solo negli atenei statali l’accesso sarà libero, con lo sbarramento posticipato all’inizio del secondo semestre, a fronte di una graduatoria nazionale formata sulla base dei risultati nei tre esami nazionali di biologia, chimica e fisica in calendario il 10 dicembre e l’11 gennaio. Laddove in quelli non statali e per i corsi in lingua inglese si continueranno a utilizzare i test d’ingresso.













