Le concessioni sono formalmente scadute da oltre due anni, ma gli stabilimenti continuano a occupare le spiagge in virtù delle proroghe legislative. La data che adesso incombe sul sistema balneare italiano è quella del 30 settembre 2027: entro quel termine le amministrazioni dovranno completare le procedure per i nuovi affidamenti. A ricostruire il quadro è Il Fatto Quotidiano, che cita direttamente Calabria, Sicilia e Sardegna tra le regioni che continuano a puntare su un allungamento fino al 2030, collegato anche ai danni provocati dal ciclone Harry. Il problema è che la proposta nazionale è stata già bocciata. E mentre il calendario continua a correre, i Comuni italiani si stanno muovendo autonomamente, senza un bando-tipo nazionale capace di stabilire criteri uniformi.

La scadenza del settembre 2027

La disciplina nazionale mantiene efficaci le attuali concessioni fino al 30 settembre 2027. Soltanto in presenza di particolari ragioni oggettive e attraverso un provvedimento motivato, il termine potrebbe essere spostato fino al marzo 2028. Non si tratta, però, di un nuovo rinvio generalizzato. La proroga dovrebbe servire a consentire agli enti concedenti di preparare e concludere le gare, applicando i principi europei di trasparenza, concorrenza e parità di trattamento.