Pubblicato il: 22/08/2026 – 10:38
CATANZARO Ridurre progressivamente la mobilità sanitaria passiva e riportare in Calabria una parte delle prestazioni oggi effettuate fuori regione. È uno degli obiettivi indicati dalla Regione Calabria nel Piano di rientro 2026-2028, che prevede una manovra prudenziale e graduale sul saldo della mobilità extraregionale. Per il 2026, considerato come anno di avvio delle azioni programmate, la Regione non prevede effetti economici positivi. I primi risultati – emerge dal Piano di rientro – vengono stimati a partire dal 2027, con un miglioramento del saldo di 7,5 milioni di euro, destinato a salire a 15 milioni nel 2028. Complessivamente, nel biennio, il decremento stimato dei costi della mobilità extraregionale, considerando anche l’aumento della mobilità attiva, raggiungerebbe 22,5 milioni di euro. L’obiettivo, precisa la Regione, non è un generico “rientro dei pazienti”, ma un “recupero selettivo di quote di mobilità evitabile”, intervenendo soprattutto sulle prestazioni che potrebbero essere erogate all’interno della rete sanitaria calabrese.
Il peso della mobilità passiva
La programmazione del Piano di rientro parte da una mobilità passiva extraregionale tendenziale di circa 410,4 milioni di euro. La riduzione prevista corrisponde all’1,7% nel 2027 e al 3,4% nel 2028. Un ulteriore elemento incide sui conti del prossimo triennio: dal 2026 la Calabria dovrà restituire alle altre Regioni il saldo passivo della mobilità extraregionale relativo al 2022, pari a 240,101 milioni di euro. La restituzione, prevista nell’arco di cinque anni, comporterà un onere di circa 48 milioni di euro all’anno. Secondo la Regione, le aree sulle quali intervenire sono soprattutto quelle caratterizzate da una mobilità maggiormente governabile. I dati Agenas richiamati nel Piano indicano infatti che nel 2024 la mobilità ospedaliera passiva effettiva della Calabria è stata pari a 165,12 milioni di euro, con 74,72 milioni riferiti a Drg di media complessità e 8,10 milioni relativi a Drg considerati a rischio di inappropriatezza. Particolarmente significativo è anche il dato relativo alla mobilità non di confine: rappresenta l’87,07% del costo della mobilità ospedaliera passiva, per circa 143,8 milioni di euro. Un dato che, secondo la Regione, evidenzia margini di intervento soprattutto sui flussi verso territori lontani dalla Calabria.






