San Marino, 22 ago. (askanews) – L’obiettivo a cui tendere è “la cura dell’umano”, una cura “che si traduce nella tutela di ogni vita, in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”. Lo ha detto Leone XIV nel discorso ai capitani reggenti e alle autorità della Repubblica di San Marino, indicando nella comunità sammarinese, “al tempo stesso ricca di valori tradizionali e al passo con i tempi sul piano tecnologico”, il luogo dove quell’obiettivo può essere perseguito efficacemente.

Il Pontefice ha citato la propria enciclica: “La qualità di una civiltà si misura non dalla potenza dei suoi mezzi, ma dalla cura che sa offrire, dalla capacità di riconoscere l’altro come volto e non come funzione. La capacità di saperci prendere cura gli uni degli altri è una dimensione importante del nostro essere umani”. Anche la tecnologia, ha aggiunto, “può sostenere la cura reciproca tra persone, ad esempio se offre strumenti che aiutano a prevedere e organizzare, ma senza esautorare la libertà e il giudizio dell’essere umano, soggetto delle relazioni e responsabile delle decisioni”.

Quella cura dell’altro, ha osservato il Papa, è “una nota distintiva della storia sammarinese fin dai suoi albori”, rivelata in una tradizione di accoglienza “che non è mai venuta meno lungo i secoli nei confronti di chi soffre ed è nella prova”: da ultimo con l’ospitalità al popolo ucraino e con l’impegno per il diritto internazionale umanitario “in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato”.