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Pina Picierno rompe il mutismo a sinistra. L’eurodeputata fuoriuscita dal Pd è la prima donna del campo largo ad alzare la voce contro i comportamenti inappropriati di Ranucci. Se la politica di Santa Maria Capua Vetere non si sbilancia rispetto alla vicenda giudiziaria su Lavitola e al possibile «attentato su commissione» al conduttore di Report, non ci sta rispetto alla denuncia inviata a Il Tempo dalla giornalista Angela Camuso. E, in tal senso, boccia l’atteggiamento delle femministe progressiste che scelgono di ignorare un comportamento poco professionale, fatto di complimenti inappropriati, colloqui in tarda notte e avances di troppo.
«Sulla vicenda giudiziaria – scrive su X – non voglio entrare, sarà la magistratura a chiarire e, da garantista, aspetto fiduciosa prima di esprimere valutazioni. Però c’è un aspetto su cui non posso e non voglio tacere, nonostante un silenzio diffuso e molto rumoroso, con pochissime eccezioni – merita un ringraziamento, senza dubbio, Selvaggia Lucarelli – e riguarda i comportamenti sessisti e patriarcali di Ranucci, quelli che ha raccontato, scritto e quelli che emergono dalle testimonianze».
Il riferimento è, dunque, a quanto pubblicato su queste colonne, dove viene riportato in esclusiva il dramma di una professionista che, a causa di un atteggiamento poco rispettoso nei confronti dell’altro sesso, si è vista infrangere il proprio sogno. Non è un caso che la ribelle dem riprenda l’espressione utilizzata da questa testata, che parla di un nuovo Me Too. Per intenderci, il movimento che, nel 2017, grazie a un hashtag, diventò baluardo nella lotta alle molestie.







