L’estate effervescente sui mercati e sul fronte geopolitico è in dirittura d’arrivo, ma le incognite sono ancora tante: dall’andamento del prezzo del petrolio e come un’inflazione energetica prolungata possa riflettersi nella tenuta dell’economia, passando per le mosse delle banche centrali e i loro risvolti sui mercati.
E ancora, le valutazioni dell’intelligenza artificiale: sono razionali o si rischia davvero l’esplosione di una bolla (si veda altro articolo a pagina 10)?
Al cospetto di un quadro così incerti, sicuramente i gestori europei tendono a vedere il bicchiere mezzo pieno, soprattutto per quanto riguarda la tenuta delle economie: il consueto sondaggio di Bank of America condotto tra 98 strategist, chief investment officer e portfolio manager delle principali case di gestione continentali (rappresentativi di 272 miliardi di dollari di patrimonio) mostra come la percezione del rischio di recessione sia ai minimi dal 2007: il 97% degli esperti di portafoglio non si aspetta una contrazione delle economie.
Portafogli carichi di liquidità Le incognite ovviamente restano e sono importanti: per il 41% dei money manager intervistati da BofA il principale rischio ribassista per i mercati rimane un prolungarsi dello shock energetico, associato a nuove pressioni inflazionistiche.






