<ul class="leggi-anche"> </ul> <p> </p> <p>I gestori hanno avviato la rotazione di portafoglio di metà anno.
Iniziano ad alleggerire gli investimenti in AI e chip, settori ritenuti molto affollati, e cercando occasioni nell’intelligenza artificiale cinese, che scambia a multipli più bassi.
In parallelo, diversificano nei titoli finanziari, nel comparto industriale e nel settore salute.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Mark Newton, responsabile della Strategia Tecnica di<strong> Fundstrat,</strong> vede con favore l'attuale rotazione settoriale.
«E’ un segnale molto positivo: finanziari, sanità e industriali hanno tutti chiuso la settimana scorsa su nuovi massimi storici, compensando il consolidamento dei semiconduttori.
La debolezza del comparto chip rappresenta un ostacolo solo di breve termine e favorisce altri settori».<span contenteditable="false"> </span> </p> <ul class="leggi-anche"> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/oltre-nvidia-le-20-azioni-dell-intelligenza-artificiale-da-seguire-202606261619314231" target="_blank">Oltre Nvidia: le 20 azioni dell'intelligenza artificiale da seguire</a></em></li> </ul> <h2>Meno AI e chip Usa, più Cina tech</h2> <p><strong>Quantum Strategy</strong> ha scritto in una nota di aver assunto una posizione più positiva sull'azionario cinese, in particolare sul comparto dell'intelligenza artificiale.






