Imesi estivi sono sempre una grande incognita sui mercati. Si tratta di una fase caratterizzati da scarsa liquidità che significa che pochi scambi, anche ordini di acquisto o vendita relativamente piccoli, possono provocare movimenti di prezzo ampi. Vuol dire che la volatilità aumenta, rendendo più difficile prevedere i trend di breve periodo.
Le settimane in arrivo, tra tensioni geopolitiche e timori sulle materie prime, nascondo rischi e preoccupano i grandi investitori che, secondo una indagine di Reuters, stanno innalzando le difese in vista di una potenziale crisi di mercato simile a quella dell’agosto 2024, quando un improvviso crollo azionario travolse gli asset globali.
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Tra gli avvenimenti che potrebbero portare scompiglio c’è l’ipotesi di un accordo fragile tra Israele e Iran, prezzi del petrolio instabili e impasse nei negoziati commerciali Ue-Usa la cui scadenza è fissata al prossimo 9 luglio.
Secondo Reuters, Asset manager come HSBC e Goldman Sachs raccomandano put opzionali su azioni, Etf sulla volatilità e hedge su tassi e trend di mercato. Hanno accumulato posizioni difensive in vista di un’estate potenzialmente «cruel», in cui qualsiasi shock come rialzi del petrolio, dichiarazioni politiche, scadenze commerciali, potrebbe generare forti oscillazioni.






