Fino allo scorso anno vivevano e lavoravano negli Stati Uniti, dove avevano lasciato le proprie famiglie.

Ora sono bloccati nella Repubblica Centrafricana, Paese nel quale non erano mai stati prima e dove l'amministrazione di Donald Trump li ha deportati senza preavviso insieme a decine di migranti di diverse nazionalità. È la vicenda raccontata alla Cbs News da Yasmany Moreno de Armas, cubano di 31 anni, e Zena Gebrgzabher, eritreo di 39.

Moreno de Armas ha riferito di aver scoperto di essere stato espulso nel Paese africano soltanto dopo il suo arrivo, alla fine di luglio.

Con lui c'erano persone provenienti, tra gli altri, da Ecuador, Honduras, Serbia, Russia e Vietnam.

«Non possiamo andarcene, non abbiamo documenti e stiamo soffrendo e sentendo la mancanza delle nostre famiglie, in un continente che non conosciamo», ha dichiarato in videochiamata da un edificio di Bangui nel quale alloggiano i deportati.