di

Daniele Dallera

Il primo nodo da affrontare sarà quello dei troppi stranieri, ma se tanti allenatori italiani privilegiano il giocatore che arriva da lontano vuol dire che hanno precise motivazioni tecniche

«Quei geni che governano lo sport mondiale fanno coincidere atletica e nuoto, gli Europei negli stessi giorni». L’appellativo «geni» era ironico, è diventato reale, meritato, chi governa atletica e nuoto si è rivelato creativo pennellando un capolavoro di emozioni, prestazioni, record. È stata una «Mezza Olimpiade» anche se dai confini ridotti, Atletica & Nuoto sono gli sport traino dei Giochi che contemplano mille altre medaglie, campioni, storie, protagonisti, discipline ammesse negli anni (alcune degli azzardi invadenti), ma non c’è dubbio che Atletica e Nuoto dettino legge: Battocletti & Curtis regine che ti fanno piangere e urlare di gioia. Hanno salvato l’estate dello sportivo rendendola più dolce, persino meno afosa. Chi era in crisi di astinenza da calcio e lo ha cercato nelle amichevoli e in quello più serio della Coppa Italia si è spesso annoiato, si è ritrovato a sudare di più.

L’antipasto così atteso di Conference League, l’Atalanta? L’apoteosi dello sbadiglio. Oh finalmente, parte la serie A, si farà sul serio, almeno si spera. Basta non cedere al giochino dell’estate, il «piagnisteo del calciatore italiano». Povera stella, gioca poco, sta in panchina, subisce l’invasione straniera: ma chiediamoci perché perché perché (sì, tre volte)?Ventura, Mancini, Spalletti, Gattuso, gli ultimi c.t., potrebbero dare risposte attendibili: con gli italiani non si va ai Mondiali. Ora Chivu, allenatore scudettato, gli esperti Allegri, Gasperini, Sarri, Spalletti; i rampanti Abate, Aquilani, Grosso, Tedesco non sono aspiranti suicidi, conoscono bene la realtà e se privilegiano il giocatore che arriva da lontano hanno precise motivazioni tecniche. Ci sono poi quelle finanziarie, societarie, che hanno una spinta fondamentale: il made in Italy costa troppo.Dovrà pensarci Malagò che ha fatto poche vacanze lavorando al suo piano, quello dei «100 giorni».