Ci sono momenti nella vita degli atleti che, purtroppo, non vanno come ce li si era immaginati. Una carriera di...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCi sono momenti nella vita degli atleti che, purtroppo, non vanno come ce li si era immaginati. Una carriera di prestigio in Serie A, un ruolo che cresce sempre di più a livello di importanza in campo, un viaggio che tocca ben dieci squadre con due scudetti e due esperienze all’estero (proprio quest’anno a Salamanca e prima ancora a Bilbao). I gradi da capitana in Nazionale e la volontà di chiudere il proprio percorso nel modo più affascinante: con la maglia azzurra, al Mondiale, alla guida delle proprie compagne.
Al maschile, in modo simile, hanno lasciato il basket negli ultimi anni Datome e Gallinari ed era stato deciso di dare anche a Laura Spreafico la possibilità di chiudere al punto più alto. Non solo un ringraziamento: se lo meritava, perché la 34enne nativa di Erba è stata tra le fresche protagoniste del 3° posto di Salamanca in Spagna e la sua mano alla squadra di coach Capobianco poteva darla. Al pari del contributo d’esperienza dell’anno passato nella conquista del bronzo europeo o ancor più recentemente nel torneo di qualificazione ai Mondiali (7.0 punti di media in 5 partite).







