Le offerte bancarie in corso in Italia coinvolgono una decina di società che hanno a che fare con il risparmio degli italiani. Le principali sono quella di Intesa Sanpaolo su Mps; e quelle di quest’ultima su Banco Bpm e Banca Generali. Ma cosa cambia, con il cosiddetto risiko bancario per i risparmiatori che affidano i loro soldi alle banche, e per le imprese che li chiedono in prestito? Esistono informazioni in merito?Nel presentare le operazioni abbiamo appreso che, se Intesa conquistasse Monte dei Paschi, otterrebbe sinergie per 2,9 miliardi annui a regime dal 2029, di cui 1,5 di costi e circa 1,4 di ricavi; e profitti netti per oltre 16 miliardi con un rendimento sul capitale superiore al 20%. Di questi, il 95% sarà distribuito ai soci come dividendo. Dalla combinazione nascerà il secondo gruppo dell’Eurozona per capitalizzazione, con oltre 27 milioni di clienti e circa 2.000 miliardi di attività finanziarie della clientela al 2029.Per quanto riguarda la doppia operazione proposta dal Monte dei Paschi di Siena, il management promette sinergie per 2,6 miliardi annui a regime tra costi e ricavi, e oltre 15 miliardi di cedole di qui al 2030, con un payout atteso del 100%, oltre a una distribuzione straordinaria da 4 miliardi riservata ai soli azionisti Mps registrati prima del regolamento delle offerte. Il risultato finale sarà quello di diventare il terzo gruppo italiano per attivo, con bilancio pro forma di circa 466 miliardi, 245 di impieghi e una capitalizzazione pro forma di circa 80 miliardi.Questi sono gli elementi essenziali delle operazioni proposte sul mercato. Elementi che, come si nota, hanno come principale se non esclusivo obiettivo quello di rappresentare la maggiore efficienza che risulta dalle fusioni, nonché la migliore redditività per gli azionisti. Certo, di fronte alla creazione di grandi gruppi, aumenta senz’altro la stabilità e dunque si abbassano i rischi. Dopodiché per i clienti non esistono informazioni precise. I mutui costeranno di più o di meno? Ottenere impieghi per la propria azienda sarà più o meno facile? La concorrenza, in termini di prezzi, aumenterà o no? In altri termini non esiste una correlazione tra le aggregazioni bancarie e le condizioni commerciali che verranno proposte alla clientela. Queste dipendono molto dai tassi d’interesse, è vero. Ma anche dal margine applicato e dalle commissioni bancarie. Esattamente le due componenti che contribuiscono a formare i profitti delle banche stesse. E purtroppo, di fronte a operazioni che si svolgono sul mercato, cioè in Borsa, gli interessi primari sono quelli degli azionisti delle banche. Non quelli dei clienti.