Ogni campionato riparte con lo stesso spirito, a maggior ragione se quello precedente si era concluso con un dominio: l’inseguimento ai campioni d’Italia. Che sembrano imbattibili, anche se poi negli ultimi anni in Serie A raramente si sono riconfermati. È la stessa sfida che attende l’Inter e le sue rivali, qualsiasi esse saranno, e oggi non è semplice dirlo con tutte le incognite e le speranze estive (e ancora una settimana di mercato davanti che può spostare tanto).
I nerazzurri l’anno scorso chiusero a quota 87 punti: +11 sulla seconda, addirittura +17 sulla quinta piazza. Numeri di un’egemonia che però in alcuni momenti fu meno schiacciante di quanto oggi possa sembrare. Napoli e Milan a un certo punto sono arrivate davvero a tiro di schioppo, e i nerazzurri hanno tremato, non solo negli scontri diretti, autentico tallone d’achille della scorsa stagione. Poi il trionfo è stato meritato, ma questo per dire che la differenza non era necessariamente abissale come si potrebbe credere. La domanda vera semmai è: cosa hanno fatto in estate le rivali per colmarla?
Ci stanno provando, ciascuna con i propri mezzi e contraddizioni. Paradossalmente la più attrezzata è anche quella che lo ha fatto meno di tutti: il Napoli che riparte da Massimiliano Allegri non sembra, almeno sulla carta, una squadra che voglia rilanciare le proprie ambizioni. Aurelio De Laurentiis ha scelto un conservatore con l’intento dichiarato di ridimensionare i costi esplosi durante l’era Conte. La rosa rimane di livello ma è praticamente identica allo scorso anno, con le stesse lacune, e senza l’allenatore che era riuscita a renderla vincente.









