Venerino durante la sua impresa
Nel 1989 Venerino Tosini attraversa a nuoto e in solitario le Bocche di Bonifacio, da Lavezzi a Palau, senza barca d’appoggio. Un’impresa nata da anni di allenamento e traversate, che racconta oggi con la stessa passione e il profondo rispetto per il mare che aveva quasi 40 anni fa.
Venerino Tosini è una di quelle persone che, ancora prima di raccontarti le sue imprese, riescono a trasmetterti l’amore per la vita. E soprattutto per il mare. Un rapporto costruito in decenni di nuotate, traversate e incontri con quella che lui non considera mai una sfida da vincere, ma un ambiente da rispettare: "il mare va rispettato e basta, lo devi amare", racconta. Nel 1989 Venerino aveva 35 anni quando decise di attraversare a nuoto e in solitaria le Bocche di Bonifacio, il tratto di mare che separa la Corsica dalla Sardegna. Circa 7,5 chilometri dalle acque dell’isola di Lavezzi fino a Razzoli, per poi proseguire attraverso l’arcipelago della Maddalena e arrivare a Palau, senza una barca d’appoggio al suo fianco. Un’impresa che, però, non nasce dall’improvvisazione: prima di quel giorno c’erano già state altre traversate, allenamenti estenuanti e ore e ore trascorse in mare. La partenza è alle 5h50 del mattino del 16 settembre, il mare è bellissimo e quasi calmo. Venerino si fa il segno della croce e punta verso Razzoli. Nuota per un’ora e 50 minuti attraverso le Bocche e, quando raggiunge l’isola, decide di continuare fino a Palau, dove arriverà alle 16, dopo una lunga giornata in acqua. In quasi quarant’anni, il ricordo di quella traversata non si è mai spento. E nemmeno quello di tutti gli incontri che il mare gli ha regalato: delfini, enormi ricciole, palamiti e meduse, per fortuna mai uno squalo. Oggi non affronta più traversate di lunga distanza, l’ultima è stata nel 2018, da Montecristo all’isola d’Elba, ma continua a entrare in acqua ogni settimana. Perché, dice, "per quanto possibile, il mare bisogna viverlo".







