Un netto favorito e un percorso ricco di insidie, con ben sette arrivi in salita. La Vuelta Espana 2026 parte sabato 22 e promette spettacolo. In 21 tappe i corridori affronteranno 3.275 chilometri e 58.156 metri di dislivello, con due cronometro, sei tappe di montagna, quattro di media montagna, cinque collinari e quattro pianeggianti. Di pianura e occasioni per i velocisti puri ce ne saranno poche perché, a parte la 16esima e 17esima tappa, c’è sempre almeno una salita negli ultimi chilometri a scombinare le carte.

Tadej Pogacar torna alla Vuelta dopo sette anni. Nel 2019 era un giovane al suo primo Grande Giro e concluse al terzo posto con tre vittorie di tappa. Oggi è il dominatore del ciclismo mondiale e vuole completare la Tripla Corona: vincere almeno una volta in carriera Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta. Diventerebbe il nono a riuscirci, a pochi mesi di distanza da Jonas Vingegaard, che ha completato la trilogia lo scorso maggio al Giro. Ma Pogacar può entrare in un altro club esclusivo. Quello dei ciclisti capaci di trionfare nello stesso anno al Tour e alla Vuelta. Finora lo hanno fatto in tre: Jacques Anquetil nel 1963, Bernard Hinault nel 1978 e Chris Froome nel 2017. Lo sloveno ha tutte le carte in regola per raggiungerli, al netto di cadute, malanni o problemi fisici.