"Sono basito dal fatto di dover assistere a episodi quasi nel Far west. Era impensabile che alle 14 qualcuno potesse presentarsi per una rapina. Non hanno più paura di niente". A dirlo è Alberto Bertoli (nella foto), direttore del centro commerciale Il Castello, nelle ore successive all’assalto alla gioielleria Gioielli di Valenza. I banditi, armati e con un piccone, giovedì pomeriggio sono riusciti a impossessarsi dei preziosi più costosi, compresi alcuni diamanti. Uno dei malviventi aveva anche una pistola. "Se avessimo chiuso le porte, come qualcuno ha proposto, avremmo creato ancora più pericolo", osserva Bertoli. La gioielleria resterà chiusa per alcuni giorni e potrebbe riaprire lunedì. "Stiamo pensando di potenziare la vigilanza anche durante il giorno, ma non è armata e, anche se lo fosse, contro cinque persone potrebbe fare ben poco".

Ora il centro commerciale punta a rafforzare anche le misure strutturali. "Presenteremo un’istanza a Gioielli di Valenza per chiedere che i due ingressi vengano chiusi con porte ad apertura manuale, così da aumentare la sicurezza". Secondo Bertoli, i rapinatori "sapevano cosa volevano" e avrebbero portato via soprattutto la merce di maggior valore. Per le due commesse, rimaste a lungo sotto la minaccia dei banditi, il colpo è stato anche un pesante trauma. "Per fortuna non sono state ferite", sottolineano alcuni lavoratori del centro. "Noi commessi siamo alla mercè di chiunque. Anche la vigilanza può fare poco: un uomo solo contro cinque sarebbe stato comunque impotente". Quella di giovedì è la prima rapina diurna subita dalla gioielleria. Un precedente risale a ottobre, quando il negozio era stato colpito di notte: il bottino era stato di circa 10mila euro. P.A.