Divertirsi, senza troppi voli pindarici. Il Delfino guarda alla Carrera di metà settembre con poche, incrollabili certezze. La prima, racconta il responsabile Sandro Tomba, è che la Carrera, "oggi più di ieri, va affrontata senza eccessive pressioni, principalmente per il gusto del divertimento". Il che non significa, naturalmente, che la voglia di competere la si lasci in un cassetto perché, assicura, "quando poi sali sulla macchinina o cominci dietro a spingere, il tuo unico obiettivo diventa, naturalmente, quello di superare chi c’è davanti".

C’è un però, che è il tema che subito dopo Tomba affronta, e lo fa senza troppi giri di parole. "C’è una forbice ampissima tra alcuni team ed altri, una forbice che nasce in primis dalla macchinina, in secondo luogo dagli uomini. Il poco senso di appartenenza porta ogni anno al ‘saccheggio’ di spingitori da altri team, con la naturale conseguenza di squadre che sono sempre più forti e altre che sono sempre più deboli, con un gap sempre più ampio e quindi impossibile da colmare".

Per questo, sottintende, sono vietati i voli pindarici, come magari voltarsi indietro, pensare alla storica vittoria di fine anni ’80 e farsi venire la pazza idea di sognare un bis lontano quasi quarant’anni.