La tematica della difesa globale non è più soltanto un tema regionale o legato all’evoluzione di singoli conflitti, ma è diventata una tendenza strutturale, sostenuta da un ciclo pluriennale di investimenti.

Gli Stati Uniti restano il principale mercato e continuano a rappresentare il motore degli utili del settore, ma Europa, Regno Unito, Israele, Corea e diverse economie asiatiche stanno contribuendo alla stessa dinamica di riarmo.

La guerra in Iran, insieme al conflitto ancora in corso tra Russia e Ucraina, ha evidenziato una necessità immediata di ricostituire le scorte.

Gli arsenali si sono ridotti e la capacità produttiva deve ora essere ampliata per soddisfare una domanda destinata a durare per diversi anni.

Dall’avvio dell’Operation Epic Fury, alla fine di febbraio, il conflitto ha comportato per gli Stati Uniti costi stimati in circa 37,5 miliardi di dollari.