Teheran respinge la linea dura di Washington. Per il presidente americano l'Iran vorrebbe "un accordo", ma ancora "non è pronto a quello giusto"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi torna a respingere la strategia americana contro Teheran, definendo le nuove misure economiche annunciate dagli Stati Uniti "destinate a fallire". In un post su X Araghchi ricorda le precedenti campagne di pressione dalle "sanzioni più paralizzanti della storia" dell'era Obama alla "massima pressione" di otto anni fa, fino all'ultimatum per la "resa incondizionata" di cinque anni fa: tutte, sostiene Araghchi, concluse senza risultati.

Le sue parole arrivano in risposta alle minacce di Donald Trump che ha promesso una "operazione economica devastante" contro l’Iran, puntando non solo sulle sanzioni tradizionali, ma anche sulle reti clandestine di commercio, sui circuiti bancari che permettono a Teheran di eludere le misure e sui partner commerciali della Repubblica islamica. E oggi Trump è tornato a dire che l'Iran "sarebbe molto interessato a raggiungere un accordo" ma non sono ancora pronti ad accettare "quello giusto".

Secondo il Dipartimento del Tesoro Usa, il nuovo giro di vite colpirà soprattutto le reti che operano attraverso Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Singapore. E proprio da Abu Dhabi è arrivato il primo segnale: stop immediato a "tutti gli scambi economici e commerciali, alle transazioni finanziarie con l’Iran", poche ore dopo la telefonata tra Trump e il presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan.