Un compleanno tra dubbi e certezze. Lautaro Martinez spegne 29 candeline proprio nel giorno in cui la sua Inter apre il campionato (ore 18:30 contro il Monza) con lo scudetto sul petto. Il secondo da capitano, il terzo in assoluto nonché nono trofeo nerazzurro nella bacheca del Toro, che si appresta a cominciare la sua nona stagione in Italia. In questi giorni però il suo nome è finito al centro dei rumors di mercato: da Spagna e Argentina sono sicuri che il Barcellona sia pronto a fare follie per vestirlo di blaugrana e farne l'erede di una lunga stirpe di 9 del calibro di Luis Suarez e Robert Lewandowski solo per citare gli ultimi. L'Inter non sembra tanto di quest'idea. Da viale della Liberazione filtra infatti un messaggio chiarissimo: Lautaro è incedibile. Arrivato dal Racing come giovane di belle speranze, oggi il Toro è un campione affermato nonché il centro di gravità nerazzurro: leader tecnico e spirituale di una squadra che, anche quest'anno, partirà per fare più strada possibile in tutte le competizioni. Anche il contratto conferma il suo status: ci sono ancora 3 anni a 9 milioni netti, cifra che lo rende il più pagato della rosa per distacco. In tutta questa bufera, il Toro continua a lavorare in silenzio. Tornato intorno a ferragosto dopo la cavalcata Mondiale con la sua Argentina, Lautaro scalpita per essere subito titolare contro il Monza. Atteggiamenti e messaggi social che non sembrano presagire un addio: "Ci vediamo sabato a San Siro", l'ultimo messaggio del capitano che vorrebbe festeggiare il suo compleanno aumentando il suo bottino in nerazzurro che, per il momento, recita 175 gol e 56 assist in 376 gare ufficiali. Numeri che valgono il terzo posto all time nella classifica marcatori del club, con Altobelli secondo "soltanto" a 34 gol di distanza. In un calcio in cui non esistono più bandiere, Lautaro Martinez ha un'occasione unica: scrivere la storia e creare un binomio indissolubile con l'Inter.