MILANO – Solo ieri mattina molto presto sono cominciati i trasferimenti dei migranti accampati sulla spiaggia di El Trampolín e Loma Colmenar per le strade di Ceuta. Si tratta di circa 5.000 persone portate verso luoghi di accoglienza diversi, sistemate sotto i tendoni dell’esercito spagnolo.
La ricognizione di Human Roghts Watch. Durante un viaggio di quattro giorni a Ceuta, dal 15 al 18 agosto, Human Rights Watch ha parlato con 76 migranti, 37 adulti e 5 minori non accompagnati e ha avuto conversazioni di gruppo o brevi con 34 persone, tra cui 4 bambini che erano arrivati da soli nell’enclave spagnola. Decine di migliaia di migranti e richiedenti asilo avevano nuotato dal Marocco a Ceuta, tra il 30 e il 31 luglio. Al momento non è chiaro quanti ancora siano in città. Il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska Gómez il 13 agosto scorso ha detto che 5.000 persone sono ancora a Ceuta; al contrario, le organizzazioni della società civile locali hanno riferito a Human Rights Watch che potrebbero esserci fino a 10.000.
I quattro campi per tende a Ceuta con spazio per 1.500 adulti. Il 17 agosto, la Ministra dell'Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione, Elma Saiz Delgado ha annunciato l'installazione di quattro campi per tende a Ceuta con spazio per 1.500 adulti, e le autorità hanno iniziato a trasferire persone in due siti il 20 agosto. Ma non saranno affatto sufficienti. Molte persone intervistate hanno ipotizzato che il governo spagnolo abbia ritardato l'assistenza per convincere le persone a tornare in Marocco. I gruppi umanitari ritengono che più di mille uomini e ragazzi vivessero in capanne improvvisate su una spiaggia cittadina chiamata Trampolín, con migliaia di altri che vivevano per strada, in un quartiere di magazzini vicino al confine con il Marocco e sulle colline boschive ai margini della città.








