Dopo più di venti giorni trascorsi a dormire sulla spiaggia e nelle aree circostanti, iniziano i trasferimenti dei migranti arrivati a Ceuta durante l'ingresso di massa nell'exclave spagnola del 30 luglio. Dalle prime ore di giovedì 20 agosto, polizia e Guardia Civil sono impegnate sulla spiaggia del Trampolín per indirizzare le persone rimaste senza una sistemazione verso i primi spazi temporanei predisposti dal governo spagnolo.Il ministero dell'Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni ha messo a disposizione 1.800 posti a Loma Margarita e El Embolsamiento, destinati inizialmente alle persone accampate al Trampolín e nella vicina Loma Colmenar. La capacità dovrebbe aumentare con il completamento degli altri spazi ancora in preparazione. Non è stato comunicato quante persone si trovino attualmente nelle due aree né quante saranno trasferite in questa prima fase.Il governo precisa infatti che i trasferimenti sono volontari: non è stato disposto uno sgombero forzato e gli agenti stanno cercando di convincere i migranti ad accettare la nuova sistemazione. Le operazioni sono coordinate con il governo di Ceuta e le forze di sicurezza, mentre nell'assistenza sono coinvolte anche Engloba e Accem.Di fatto, la mancanza di posti aveva trasformato il Trampolín in un grande accampamento improvvisato, con migliaia di persone che nel corso delle ultime tre settimane hanno dormito sulla sabbia, nelle vicinanze della spiaggia e a Loma Colmenar. Il processo di "svuotamento", però, non sarà immediato: le prime strutture possono accogliere fino a 1.800 persone e non è stata indicata una data entro la quale il Trampolín dovrà essere completamente liberato.Intanto la gestione degli arrivi, a Madrid, continua ad alimentare lo scontro politico tra governo e Partito popolare. Il Senato, dove il Pp ha la maggioranza assoluta, ha convocato ancora il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, che dovrebbe invece riferire al Congresso il 28 agosto. Resta aperta anche la questione dei minori: il governo lavora al trasferimento di 500 ragazze verso la penisola, mentre il leader del Pp Alberto Núñez Feijóo e il presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas hanno chiesto il rimpatrio in Marocco di tutte persone entrate irregolarmente il 30 e 31 luglio, compresi i minori.