E' stato il figlio ad uccidere, con una serie di colpi al volto, Maria Vittoria Carbone, di 57 anni, a Tito (Potenza). Per il giovane, Giampiero Santamaria, di 31 anni, seguito dal Centro di Igiene Mentale di Potenza, l'accusa è omicidio. Dopo un lunghissimo interrogatorio, al quale ha partecipato anche il Procuratore della Repubblica, Camillo Falvo, l'uomo ha confessato. La donna, anche lei seguita dai servizi sociali, era in visita a casa del figlio, in un appartamento adiacente a quello del padre ed ex marito, dove ci sarebbe stata una violenta discussione.

Il sindaco: 'Impariamo a riconoscere situazioni di disagio'

"E' una tragedia che ha profondamente scosso la nostra comunità e che richiama l'attenzione su una condizione di fragilità che, nel caso specifico, aveva già incontrato un percorso di assistenza sanitaria e non solo e che oggi ci impone una riflessione che non può limitarsi all'emozione del momento. Dobbiamo imparare, ogni giorno, a riconoscere, comprendere e affrontare quelle situazioni di disagio e fragilità che possono svilupparsi anche tra le mura domestiche, spesso lontano dagli occhi degli altri": lo ha detto il sindaco di Tito, Fabio Laurino, dopo l'omicidio di Maria Vittoria Carbone. "Solo attraverso una responsabilità condivisa - ha concluso - possiamo costruire quella rete solidale di cui tanto si parla, ma che troppo spesso si ferma alle parole, agli slogan e al livello istituzionale più basso".