Caricamento player

Da quando gli Stati Uniti hanno catturato l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores in un’operazione militare illegale a gennaio sono passati più di sette mesi: entrambi sono detenuti a New York in attesa di processo, accusati di diversi crimini connessi al traffico di droga e al terrorismo. All’inizio il governo venezuelano aveva protestato con forza e chiesto che venissero liberati. Negli ultimi tempi però il tema non è più una priorità.

La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, e il presidente del parlamento, suo fratello Jorge, hanno smesso di parlarne, e nei loro discorsi pubblici non toccano la questione praticamente mai. Gran parte dei cartelloni e dei murales che il governo aveva messo nelle strade per ricordare i Maduro e chiedere la loro liberazione è stata tolta.

Nelle scorse due settimane alcuni rappresentanti dell’opposizione e del governo hanno partecipato a dei colloqui che dovrebbero rappresentare l’inizio di una transizione democratica. Alcuni politici dell’opposizione che erano presenti hanno raccontato al Financial Times che durante le discussioni il tema della liberazione di Maduro non è mai stato nemmeno accennato: uno di loro ha detto che Maduro e Flores «non esistono al tavolo dei negoziati», e che il governo «li ha cancellati dalla storia».