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Lunedì a New York c’è stata l’udienza preliminare del processo contro l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores, entrambi catturati nella notte tra il 2 e il 3 gennaio con una complessa operazione militare in Venezuela. Sono accusati negli Stati Uniti di aver avuto un ruolo in attività legate al narcotraffico. Maduro e Flores si sono dichiarati innocenti. «Sono un uomo perbene. Sono ancora il presidente del mio paese», ha detto Maduro. Ha anche detto di essere stato «rapito» dagli Stati Uniti.

Solo poco dopo l’inizio dell’udienza si è saputo che l’avvocato che difende Maduro è Barry Pollack: è noto soprattutto per essere stato a lungo l’avvocato del fondatore di WikiLeaks Julian Assange, imputato per aver divulgato segreti della sicurezza nazionale statunitense e liberato nel 2024 dopo un’intricata vicenda giudiziaria, grazie a un accordo preceduto da trattative lunghe e segrete. Maduro ha scelto insomma un avvocato esperto, che ha già seguito un altro caso giudiziario estremamente complesso. L’avvocato di Flores è invece Mark Donnelly, che è stato procuratore federale di Houston.

Da sabato notte i due coniugi sono detenuti al Metropolitan Detention Center (MDC) di Brooklyn, l’unica prigione federale della città di New York, che ospita soprattutto persone in attesa di giudizio. Negli anni sono passati da lì diversi personaggi famosi, ma in generale la struttura è nota per le sue terribili condizioni di detenzione, i frequenti episodi di violenza e le accuse di supervisione inadeguata.