Carlo Calenda ormai ne parla come di un partito a tutti gli effetti: “Della nostra coalizione faranno parte anche Picierno, i libdem di Marattin e la Fondazione Einaudi“, ha detto il leader di Azione in un’intervista a Repubblica in cui ha annunciato la sua strategia per le elezioni politiche dell’anno prossimo. A differenza degli altri soggetti citati, però, in teoria la Fondazione Luigi Einaudi non sarebbe un soggetto politico: il think tank liberista, attualmente presieduto dall’avvocato Giuseppe Benedetto, è formalmente un ente del terzo settore e sul proprio sito si definisce un “centro di ricerca che promuove la conoscenza e la diffusione del pensiero politico liberale“. Per questa nobile missione percepisce annualmente centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici, la maggior parte erogati da ministeri e regioni a guida centrodestra. Quest’anno è destinato a non fare eccezione, ma con una particolarità: uno stanziamento record in favore della Fondazione, dal valore di 1,2 milioni di euro in due anni, è stato previsto direttamente nella legge di bilancio, grazie all’approvazione di due emendamenti proposti proprio da Azione. In pratica, quindi, Calenda ha ottenuto il finanziamento pubblico di un ente che scenderà a breve in campo al suo fianco per la campagna elettorale. Una joint venture confermata dallo stesso presidente della Fondazione, l’avvocato Benedetto, in un’intervista al Quotidiano nazionale: “Il nostro compito sarà quello di consentire a una pattuglia di liberali, la più consistente possibile, di essere presente in Parlamento”, afferma, spiegando di aver rinunciato a malincuore a candidarsi in prima persona “per dare un segnale di serietà”.