La violenza contro le donne in Calabria non può più essere affrontata come una semplice successione di emergenze. È questo il messaggio lanciato dal Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza (CAV) della Calabria, che interviene con una presa di posizione netta davanti alla drammatica sequenza di femminicidi e episodi di violenza che continua a interessare il territorio regionale.

Nel comunicato, il Coordinamento esprime innanzitutto vicinanza e cordoglio alle famiglie delle vittime, ma sottolinea la necessità di andare oltre le dichiarazioni successive ai fatti di cronaca. “Dietro ogni cifra c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta e una responsabilità collettiva a cui le istituzioni non possono sottrarsi», affermano i Centri antiviolenza, ribadendo che la violenza maschile contro le donne deve essere considerata «un fenomeno culturale e strutturale radicale”.

“I Centri antiviolenza non possono sostituirsi alle istituzioni”

Il Coordinamento richiama quindi il ruolo svolto quotidianamente dai CAV sul territorio calabrese. Strutture che rappresentano, spesso, il primo e più importante punto di riferimento per le donne che cercano di interrompere un percorso di maltrattamento e riconquistare la propria autonomia. Un lavoro che, secondo il Coordinamento, viene però svolto frequentemente in condizioni difficili e con risorse insufficienti.