A Singapore un piano del governo per disboscare parte di due foreste cittadine per aumentare l’offerta di case è stato fortemente criticato dalla popolazione, al punto che il governo ha deciso di modificare il progetto. È una storia in parziale controtendenza rispetto a quello che avviene in molte città del mondo, dove capita spesso che sia la popolazione a chiedere la costruzione di nuove case per rispondere alla domanda di alloggi e alle situazioni di crisi abitativa, e che ha a che fare con alcune particolarità della situazione di Singapore.

Il paese è una città stato che sorge su una piccola isola estesa circa quanto la provincia di Lodi (una delle più piccole in Italia), ma con una popolazione di circa sei milioni di abitanti, più del Lazio, e una densità abitativa altissima. Anche per via della densità abitativa e del poco spazio disponibile, la popolazione e il governo di Singapore attribuiscono grande importanza ai parchi e alle zone verdi sull’isola.

Per costruire case in maniera più efficiente ed evitare fenomeni di speculazione dovuti alla scarsità di terreni edificabili a disposizione, il mercato immobiliare di Singapore è da sempre stabilizzato da un forte intervento dello stato: circa l’80 per cento della popolazione vive in case di edilizia pubblica a prezzi sussidiati, mentre nel settore privato i prezzi sono molto più alti. È una situazione molto più tranquilla rispetto a quella per esempio di Hong Kong, nota per le sue case piccolissime dovute alla domanda altissima rispetto all’offerta limitata. Negli ultimi anni c’è stato comunque un significativo aumento dei prezzi anche nel settore pubblico.