Nelle ultime settimane si è parlato ampiamente del fenomeno "targhe polacche", ovvero auto che circolano in Italia, ma con targa polacca, per eludere tasse, multe e assicurazioni salate.
In gergo si chiama "esterovestizione", e si stima che in Italia riguardi qualche decina di migliaia di vetture, soprattutto in provincia di Napoli, a causa degli alti costi di assicurazione per chi risiede in quella zona. In pratica, un cittadino italiano acquista l'auto che desidera, ma la immatricola in Polonia, e poi ne usufruisce tramite una società di noleggio polacca. Di recente, persino senza spedire l'auto in Polonia, arrivavano direttamente le targhe via posta (in modo illegale).
Da qualche mese è obbligatorio iscrivere questa auto al REVE, Registro dei Veicoli Esteri, per i mezzi immatricolati all'estero nella disponibilità di persone fisiche residenti in Italia o di persone giuridiche con sede legale in Italia, ma questo ha limitato solo in parte i problemi, in quanto in alcuni casi si è scoperto che le assicurazioni polacche erano inesistenti.
Per questo, nella nuova versione del Codice della Strada, tutt'ora al vaglio, dovrebbe essere introdotto l'obbligo, anche per le auto con targa straniera, di stipulare una assicurazione RC Auto italiana, o con una compagnia autorizzata in Italia.










