Le nuove misure puntano a combattere la cosiddetta «esterovestizione»: l'obbligo assicurativo potrà essere assolto solo tramite un contratto con una compagnia autorizzata a operare nel nostro Paese
Dopo l'obbligo di iscrizione al Reve (il Registro Veicoli Esteri gestito dall'Aci), per le auto immatricolate all'estero ma utilizzate stabilmente in Italia scatterà anche quello di stipulare una polizza Rc auto italiana. È la nuova misura con cui i ministeri dell'Interno e dei Trasporti puntano a chiudere definitivamente la partita con la cosiddetta «esterovestizione»: la pratica, oggi diffusa soprattutto con le targhe polacche - dopo le bulgare e, in passato, le tedesche - che consente a chi vive in Italia di intestare formalmente il proprio veicolo all'estero e di non avere una copertura assicurativa italiana. Un escamotage che permette non solo di risparmiare su imposte e assicurazione, ma anche di sfruttare le difficoltà di molti comandi di polizia locale nel notificare le multe oltreconfine.
Maggior concentrazione in CampaniaSecondo alcune stime, il fenomeno riguarderebbe diverse decine di migliaia di veicoli che circolano abitualmente sul territorio nazionale, con una concentrazione particolarmente alta in Campania, area dove il costo delle polizze auto è tra i più alti d'Italia (delle 53mila targhe straniere in Italia ben 35mila sono solo a Napoli). La svolta arriva dopo il primo intervento normativo, entrato in vigore il 25 maggio, che ha introdotto l'obbligo di versare l'Ipt al momento dell'iscrizione al Reve, nel quale dal 2022 devono essere registrati i mezzi immatricolati fuori dall'Italia. Tra qualche mese, quindi, la stretta si estenderà anche alle coperture assicurative: il testo-base del nuovo Codice della strada prevede infatti che, una volta iscritto il veicolo al registro, l'obbligo assicurativo possa essere assolto solo tramite un contratto con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare in Italia.










