«Il dolore è mio e solo mio ma vi auguro di non avere a che fare mai con medici incompetenti». Un lungo sfogo su Facebook quello della madre di Anna Rosa, la bimba di 4 anni morta a Palermo per un sospetto caso di difterite. Nel post la donna afferma che «medici incompetenti hanno sottovalutato» il caso di «mia figlia, quando è stata portata diverse volte al pronto soccorso». E aggiunge: «Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite» come «la causa della morte di mia figlia», anche se, ha aggiunto, «ancora nulla è confermato, è un sospetto difterite».

La vicenda I primi sintomi della bambina morta, Anna Rosa, erano emersi la scorsa settimana. I genitori, su sollecitazione della pediatra che aveva fatto la prima visita, il 13 agosto intorno alle 22 avevano portato la piccola al pronto soccorso dell'ospedale Cervello. Manifestava febbre, ipoalimentazione e vomito. Verso mezzanotte era stata dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrile, con il consiglio di tornare in pronto soccorso qualora ci fosse stato un peggioramento. Due giorni dopo i genitori l'avevano riportata al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale Cervello «con febbre non responsiva al trattamento, con rifiuto di alimentazione ipostenia e iporeattivita». Nel referto era stato scritto che la piccola non era vaccinata per scelta del padre e della madre. L'indomani era stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita in ambulanza alla terapia intensiva pediatrica dell'Ospedale dei Bambini Di Cristina. La notte del 20 è morta.La pediatra La pediatra della bambina aveva lanciato l'allarme, sollecitando i familiari al ricovero. E' stata la dottoressa, insospettita dai sintomi che manifestava la piccola, dopo averla visitata, a indirizzare i genitori all'ospedale. I genitori della piccola, originati di un quartiere popolare di Palermo, non avevano voluto vaccinarla perché convinti che un caso di autismo in famiglia fosse stato causato da una vaccinazione. La bambina non era mai stata visitata in precedenza e la dottoressa non poteva conoscere il suo bilancio vaccinale. Martedì pomeriggio, una volta che è arrivata la diagnosi di sospetta difterite, la pediatra ha scritto a tutti i genitori dei suoi piccoli pazienti: «A seguito del recente riscontro di un caso di difterite in ambito pediatrico si richiama l'attenzione sull'importanza di mantenere aggiornato il calendario vaccinale. La vaccinazione antidifterica è obbligatoria e gratuita per minori 0-16 anni. Invito pertanto le famiglie dei bambini non vaccinati o con ciclo vaccinale incompleto a provvedere con urgenza alla regolarizzazione presso il servizio vaccinale Asp. La vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela dei singoli bambini e della comunità. Si evidenzia inoltre che il caso in questione riguarda un mio paziente con genitori no vax. Si richiede pertanto da parte di tutti voi un riscontro immediato alla vaccinazione».Il cugino (vaccinato) «Il cuginetto di 4 anni della bimba morta per sospetta difterite sta discretamente, nel senso che ha la febbre e ha un po' di mal di gola, di placche, insomma nulla di più rispetto a una sindrome influenzale tipica. Aspettiamo domani per avere notizie certe visto che abbiamo già fatto il tampone, ma servono 48 ore perché diventi attendibile. E' ricoverato nel reparto di malattie infettive pediatriche. In ogni caso siamo tranquilli perché è vaccinato, e la malattia non può evolversi in forme gravi». Lo dice il direttore sanitario dell'azienda sanitaria Civico Domenico Cipolla sulle condizioni del parente della bimba morta per sospetta difterite all'ospedale dei Bambini. «I genitori e la famiglia allargata hanno fatto la profilassi antibiotica, e tutti si stanno vaccinando - aggiunge - Quindi penso che i casi diciamo mortali non ne abbiamo più per fortuna, però dobbiamo capire e controllare. Anche l'Asp sta facendo il lavoro per controllare comunque la diffusione e ci potrebbero essere dei portatori sani, naturalmente, una volta che il batterio circola. La bambina è morta per l'effetto delle tossine, come se si fosse avvelenare, perché questo batterio produce delle tossine molto gravi. Le tossine sono sostanze proteiche che rimangono all'interno dell'organismo, non c'è pericolo di contagio».